“Avete fatto voi questo orrore, maestro?”
“No, lo avete fatto voi.”
L’opera più importante realizzata da Pablo Picasso realizzata in un mese e commissionata dal Governo Repubblicano spagnolo, per l’esposizione universale di Parigi nel 1937, servì a far conoscere la storia del conflitto che vide la città di Guernica bombardata e rasa al suolo dagli aerei tedeschi e italiani contro il governo spagnolo.
Probabilmente ispirato dall’opera “Il Trionfo della Morte” conservato nella galleria di Palazzo Abatellis a Palermo, è un dipinto di protesta contro la violenza, la distruzione e la guerra in generale. La deformazione dei corpi, le linee che si tagliano vicendevolmente e le lingue aguzze che sembrano urli disperati e laceranti conferiscono all’opera un alto senso drammatico.
L’utilizzo dei soli colori grigio, bianco e nero è una scelta di Picasso che, non essendo stato testimone oculare della strage, volle riferirsi solo ai reportage riportati dai giornali dell’epoca che erano, appunto, in bianco e nero. La carta stampata è citata una seconda volta nel cavallo, il cui corpo picchiettato di segni neri ricorda la carta stampata.
Violenza, stupore angoscia e sofferenza sono rappresentati da tutte le figure dipinte; sulla sinistra la madre che grida al cielo disperata con in grembo il figlio ormai senza vita e dall’altra parte una figura femminile che alza disperata le braccia al cielo. In basso c’è un cadavere che ha uno stigma sulla mano sinistra come simbolo di innocenza, in contrasto con la crudeltà nazi-fascista e che strige nella mano destra una spada spezzata da cui sorge un pallido fiore come se fosse una speranza per il futuro migliore.
Una donna tiene in mano una lampada ad olio, unica fonte di luce nel dipinto; un cavallo ferito sta lottando per vivere; una donna sta cercando di fermare il sangue dal suo ginocchio ferito e una colomba ferita simboleggia la pace che è stata interrotta.
Costanza Barbiroli