Questa fu la frase detta da un critico ammirando il primo quadro impressionista dipinto da Monet intitolato “Impressione, levar del sole.” Ed è da questo momento esatto che nasce l’Impressionismo. Gli artisti pensarono che Impressionismo fosse il nome perfetto perché trasmetteva il concetto che si potesse passare da insulto a rivoluzione con una sola pennellata. E’ il momento in cui gli artisti hanno deciso di uscire dallo studio e far comprendere il concetto “Basta pose perfette, vogliamo dipingere la luce vera!”.
L’Impressionismo nasce in Francia nella seconda metà dell’800, e da quel momento il mondo ha iniziato a sembrare un po’ più luminoso e anche un po’ più sfocato. Le pennellate sono rapide, i colori sono chiari, praticamente non ci sono contorni e le ombre quasi non esistono come per catturare l’attimo fuggente. Spesso gli artisti dipingevano all’aperto utilizzando colori ad olio in tubetto come se volessero catturare la luce naturale in tempo reale. La luce è la protagonista studiata nei suoi cambiamenti in base all’ora del giorno, utilizzando colori puri spesso accostati senza troppa miscelazione e con pennellate veloci. E’ come se l’artista ti dicesse di non fermarti alla singola pennellata, ma di immergerti nell’atmosfera che l’insieme ti comunica. Infatti gli impressionisti cominciarono a dipingere la vita urbana di tutti i giorni, stazioni, boulevards, luoghi di svago, paesaggi rurali e le persone che facevano parte della vita come le ballerine, i pic nic con gli amici, i tramonti del sole, i momenti passati al bar cosa che sino a quel tempo non erano considerati o addirittura odiati.
Monet, Renoir, Degas, Pissarro, Manet, Cézanne, Sisley, Morisot hanno trasformato il modo di vedere l’arte. Prima della loro arte contava solo la forma, loro hanno il merito di aver trasformato la forma in sensazione. Hanno aperto la porta alla pittura moderna e chiuso quella dell’accademia.
Costanza Barbiroli