Il Dadaismo non voleva piacere, voleva protestare! Contro la guerra, contro la logica, contro l’idea che l’arte dovesse avere un senso. Per loro il non-senso era il messaggio rifiutando la ragione e le convenzioni estetiche tradizionali.
Movimento artistico letterario e culturale d’avanguardia, caratterizzato da un forte spirito provocatorio. Nasce a Zurigo durante la Prima guerra mondiale. Gli artisti erano stanchi di un mondo che sembrava impazzito.. e così hanno deciso di impazzire anche loro. Ma con stile!
Marcel Duchamp prende un orinatoio, lo gira, lo firma “R.Mutt” e lo chiama arte. L’opera si chiama Fontana (1917) e il risultato fu lo stravolgimento del modo in cui pensiamo l’arte.
Il termine DADA è volutamente privo di senso, scelto casualmente da un dizionario, evocando il linguaggio infantile e la volontà di non definirsi. I Dadaisti abbandonano i metodi tradizionali per prediligere il fotomontaggio, il collage con giornali, oggetti trovati per strada, performance assurde: valeva tutto! Il Dadaismo era ironia, provocazione e libertà pura. Un urlo contro la follia del mondo e ricorda che l’arte non sempre deve spiegarsi.
Sebbene il movimento dadaista durò poco, dal 1916 al 1922, ha scosso le fondamenta dell’arte, influenzando il surrealismo, l’arte concettuale e le avanguardie successive, rappresentando una vera e propria “anti-arte”, distruggendo i concetti classici e abilità manuale per dare priorità all’idea e alla provocazione.
Costanza Barbiroli